John Steinbeck

  • I pascoli-del-cielo ‎
  • Pian della Tortilla
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7 risposte a “John Steinbeck

  1. John Ernst Steinbeck, Jr. [2] [3] (27 febbraio 1902 – 20 dicembre 1968) fu uno scrittore americano. He is widely known for the Pulitzer Prize -winning novel The Grapes of Wrath (1939) and East of Eden (1952) and the novella Of Mice and Men (1937). Egli è noto per il Premio Pulitzer , vincitore romanzo The Grapes of Wrath (1939) e La valle dell’Eden (1952) e il romanzo Uomini e topi (1937). He was an author of twenty-seven books, including sixteen novels, six non-fiction books and five collections of short stories; Steinbeck received the Nobel Prize for Literature in 1962. Era un autore di 27 libri, tra cui sedici romanzi, sei libri di saggistica e di cinque raccolte di racconti; Steinbeck ha ricevuto il Premio Nobel per la letteratura nel 1962.

  2. La presentazione e le recensioni di I pascoli del cielo, opera di John Steinbeck edita da Mondadori. Si chiama “Pascoli del Cielo” la verde vallata californiana, di eccezionale splendore, in cui sono ambientati i racconti della prima raccolta di Steinbeck (1932). La gente che vi abita ha cercato in questo luogo un posto dove vivere in pace accanto alla natura. Ma la serena bellezza della valle contrasta con le drammatiche vicende che si agitano in questo piccolo mondo, dove tutti i personaggi vivono in un’atmosfera triste e selvaggia, misteriosamente perseguitati da uno stesso tragico destino. Le storie di Molly, la giovane maestrina, del vecchio e saggio Whiteside, del piccolo Robbie e degli altri pittoreschi personaggi si intrecciano e si snodano in un susseguirsi di avvenimenti che danno al lettore la sensazione di essere vissuto in quei luoghi, di conoscerne gli abitanti.

  3. Pian della Tortilla
    Pian della Tortilla , scritto nel 1935, è il primo romanzo di John Steinbeck. Protagonisti sono Danny e i suoi amici, gli scapestrati di quel quartiere di Monterey che prende appunto il nome di Pian della Tortilla. Pilon, Pablo, il Pirata, Joe il Portoghese sono tutti paisanos, gente con sangue indio, spagnolo e messicano nelle vene, che si arrangia alla meglio negli anni della Grande Depressione. Sono gli amici di Danny, proprio perché è attorno alla casa ereditata da quest’ultimo che si sviluppa il solidarizzo tra i 5, e l’abitazione diviene il filo conduttore delle varie vicende narrante. Tra furti, inganni, piccole vicende d’amore e soprattutto grandi bevute di vino, gli amici vivono le loro esistenze giorno per giorno. Amano raccontarsi storie dove vi sia una morale, i cinque, quella moralità che tentano invano di perseguire nelle loro vite, costruendosi alibi per gli scopi più infimi. Ma non sono cattivi, né immorali per dirla tutta, piuttosto contraddistinti da un’amoralità a cui sono costretti dalla fame e da qualche umano viziarello. “E’ straordinario come ogni nera bestia di male abbia un ventre bianco più della neve. Ed è rattristante scoprire come gli angeli siano coperti di lebbra in quei punti del loro corpo che tengono nascosti” scrive Steinbeck, invitandoci a rinunciare a qualsiasi dicotomia e schematismo bene-male. Anzi, la serenità con cui i protagonisti vivono le loro spoglie esistenze, il piacevole cullarsi nel vizio, l’intimo legame con la terra e la comunità, tutto ciò suscita nel lettore un accenno di invidia. Anche perché a distinguere i cinque, nella loro amoralità, dalle bestie, e infine a redimerli, vi è la profonda devozione con cui vivono l’amicizia. La casa ereditata da Danny diventa, nelle stesse parole di Steinbeck, la tavola rotonda dove gli amici danno prova di un sublime spirito cavalleresco. E Danny stesso, al pari di re Artù, assume infine i connotati di un eroe, di un semi-dio: muore durante una festa dionisiaca, dopo aver lottato con furia contro il sovrumano. Il finale è epico: la casa, luogo fisico e simbolico, viene data alle fiamme, e i quattro amici si dividono, ognuna per la propria strada, ognuno solo con se stesso nella lotta per la sopravvivenza.

    La traduzione del romanzo è frutto di Elio Vittorini e del suo instancabile sforzo per diffondere la letteratura americana in Italia

  4. LA NEBBIA E IL MARE

    Ora cala di neglia pi uoschi
    Ora l’aria s’ammargia e si vizia
    Ora muta leggera a so cursa
    Mentri scinni suspietta o so Re

    Puoi a iddu s’abbrazza e si strica
    Cuomu amanti che cotta d’amuri
    Cuomu vespa ci suca lu sciuri
    Puru du pisci talari si fa

    Dda facciazza ch’agghiorna la notti
    Runa cangiu a dda badda di fuocu

    Quannu idda unchiata d’amuri
    Si n’acchiana pi uorvi e pi uoschi
    Ammucciannu cu draghi e cu mai
    Tuttu u lustru ch’arresta di ddà .

  5. sorse il vento mentre erravamo per le boscaglie e portò la nebbia ad oscurare ancor più il volto pallido della luna..muovendosi la nebbia dava
    mobile aspetto della foresta ogni albero sembrava strisciar via furtivo…

  6. IX

    HOW DANNY WAS ENSNSRED BY A VACUUM-CLEANER AND HOW DANNY`S FRIENDS RESCUED HIM

    Dolores Engracia Ramirez lived in her own little house on the upper edge of Tortilla Flat. She did housework for some of the ladies in Monterey, and she belonged to the Native Daughters of the Golden West. She was not pretty, this leanfaced paisana, but there was in her figure a certain voluptuousness of movement; there was in her voice a throatiness some men found indicative. Her eyes could burn behind a mist with a sleepy passion which those men, to whom the flesh is important, found attractive and downright inviting.

    In her brusque moments she was not desirable, but an amorous combination came about within her often enough so that she was called Sweets Ramirez on Tortilla Flat.

    It was a pleasant thing to see her when the beast in her was prowling. How she leaned over her front gate! How her voice purred drowsily! How her hips moved gently about, now pressing against the fence, now swelling back like a summer beach-wave, and then pressing the fence again! Who in the world could put so much husky meaning into “Ai, amigo. A’onde vas?”

    It is true that ordinarily her voice was shrill, her face hard and sharp as a hatchet, her figure lumpy and her intentions selfish. The softer self came into possession only once or twice a week, and then, ordinarily, in the evening.

    When Sweets heard that Danny was an heir, she was glad for him. She dreamed of being his lady, as did every other female on Tortilla Flat. In the evenings she leaned over the front gate waiting for the time when he would pass by and fall into her trap. But for a long time her baited trap caught nothing but poor Indians and paisanos who owned no houses, and whose clothes were sometimes fugitive from better wardrobes.

    Sweets was not content. Her house was up the hill from Danny’s house, in a direction he did not often take. Sweets could not go looking for him. She was a lady, and her conduct was governed by very strict rules of propriety. If Danny should walk by, now, if they should talk, like the old friends they were, if he should come in for a social glass of wine; and then, if nature proved too strong, and her feminine resistance too weak, there was no grave breach of propriety. But it was unthinkable to leave her web on the front gate.

    For many months of evenings she waited in vain, and took such gifts as walked by in jeans. But there are only a limited number of pathways on Tortilla Flat. It was inevitable that Danny should, sooner or later, pass the gate of Dolores Engracia Ramirez; and so he did.

    In all the time they had known each other, there had never been an occasion when it was more to Sweets’ advantage to have him walk by; for Danny had only that morning found a keg of copper shingle nails, lost by the Central Supply Company. He had judged them jetsam because no member of the company was anywhere near. Danny removed the copper nails from the keg and put them in a sack. Then, borrowing the Pirate’s wheelbarrow, and the Pirate to push it, he took his salvage to the Western Supply Company, where he sold the copper for three dollars. The keg he gave to the Pirate.

  7. Una esplosione di parole e pensieri che mettono in dubbio percorsi dettati ,come una continua trasformazione interruzione fra prosa e poesia .. non si sa dove finisce la prima per dar ingresso alla seconda .Va osservato con molta attenzione,non merita una veloce lettura,difficile traduzione dall’inglese.. se vuoi che ti regali emozioni. Se non riesci ad ottenere le sensazioni ed emozioni,prova ancora..Lettura brillante e piacevole.

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