Archivi del mese: febbraio 2012

Istinto

 

Roxanna tango

Istinto

Garrese prodotto

come animale sconvolto

avvolto in trincea

di falso cammino

come quando scoperto

tu eri bambino.

Ora non più

alla madre

l’ignudo vedere

ma solo tu guardare

al lavoro.

Che stendo mie mani

mie dita mio tatto

sentir quella pelle

sentire quel liscio velluto

ch’adorna il tuo cuore

nel corpo

vogliare  mie dita

tra trine nascoste odorose

senza pausa oltraggio

senza  veti o pudori

e la rose  e le rose

d’invito portate

cambiando del posto

parole a colori diversi

ove sole non può.

Si prende una mano

una piega del corpo

che tutto contorto

e  ormai tutto cotto

p’avere sfilato quel fiato di baci

ovunque postati

or da dentro or da fuori del corpo

si lascia da sogno

a garrese prodotto

che viaggio d’amore

d’incontro e passione

si faccia più intenso

più caldo deserto

che spinge quel vento

a venire copioso

per darsi poi fine,

dell’estasi amor.

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Labbra

Il volo di rondine

Cambiando tratto vola
con ali  basse  gira per
farsi sfiorare dall’aria che
gli viene incontro,
credend’essa,sia pura.
E’ solo torbida come l’acqua
ov’ei si specchia ora
mentre ancor vuol essa nettar
come suo primo amor
quando lascia visi bagnar d’affetto.
Oh quanta tenerezza fa al rapace
tanto ch’esso rapir non vuole
ma solo portar  per mano
in quella via sì strana
che porta nome di felicità.

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Magia

http://www.youtube.com/watch?v=rrVDATvUitA&feature=player_detailpage

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Turkmeinstan

Turkmenistan

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Selgiuchidi


SELGIUCHIDI

Dinastia turca che trasse nome da Selgiuq (?-1000 ca) grande condottiero che, convertitosi all’Islam, dominò nella regione di Bukhara. La definitiva ascesa politica della dinastia fu determinata però da Toghrul Beg che in meno di vent’anni conquistò la Persia e l’Iraq riuscendo nel 1058 a farsi nominare sultano dal califfo abbaside di Baghdad col compito di annientare la dinastia egiziana sciita dei Fatimidi. Tale obiettivo non venne raggiunto né da lui né dai suoi diretti successori, Alp Arslan e Maliksha’h, i quali ebbero comunque modo di far sentire tutto il loro peso nel vicino Oriente giungendo anche a minacciare, specie dopo la grande vittoria sui bizantini nella battaglia di Mantzikert del 1071, la stessa Costantinopoli. L’ultimo grande sultano selgiuchide fu Sangiar (1086-1157), alla cui morte l’unità della dinastia si frantumò in una miriade di piccoli potentati diffusi in Iraq, in Siria e in Anatolia. Il definitivo annientamento della potenza selgiuchide fu poi compiuto dalla stessa grande invasione mongola che nel 1258 pose fine al califfato abbaside.

 

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Ricciolo d’oro

 

Ricciolo d’oro

Sano loco

riparo

intemperia  sfugge,

quando il salve arriva; voce

di donna subito cara,

per foga di senso.

Causa,

della bisogna mia sentirla.

Sentire cosa scorre rosso suo

quel suo calore

che addolcisce mio

che libera di briglie mio cavallo

donando fantasie e sogni ancor

quando suo trotto bizzarro

a corsa verso valle verde

ognor lui và.

Praterie,  riserve,

che secche rigermoglio danno

per lacrima cosparsa al manto e

copiosa al pianto

donando

nuovo fiore e nuovo amor.

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Besame

Gemiti

Venti  d’aquila

a sfiorare sue piume in aria

suo il sibilo,

o natanti tra le canne sciolti

stridii

d’accennato piacere;

quando vespa immersa

scandaglia corolla aperta,gialla.

pronta a raccoglier seme,

sentirsi accompagnata

a quel sibilar scelta di stame

come di piacer

dell’essere di donna,

lasciarsi poi al fremito pungiglio

fin quand’essa lo vuol

tirarne ancora

che sue pensili gambe al vento

al polline sì gialle

facciano sentir pel il creato

ancor lagno d’amor

per esser

d’un lui o lei

smosso e vibrato.

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My vida

My vida.

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My vida

Addii

Ferite ricoprono

non più corpi laceri

per lotte d’amore nelle notti;

ma per l’inferta lama affondo

al cuor per lascio d’affetto reso;

lasciar che rugiade al viso

rompano armonia

che fin poc’anzi han fatto

felici cuor, caldati;

ma or son gelo e freddo

come quando linfa il corpo perde

senza speme;

Stagno a imputridir quell’acque,

sì,novelle.

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abbaschia

Polvere di stelle

S’or vuoi fermare tempo

non interrompere tua corsa

devi venire e correre con me

ove linfa scorre come

giovinezze genti

c’hanno del lor tempo  impeto

dimentichi saremo di quel

che siamo e del passato

dimentichi di sorte avversa

corri dammi la mano corri

vieni con me m’è dolce

sentire il tuo richiamo

l’adoro tanto m’è prezioso

Corrimi vicino non importa

quante le volte noi caprioleremo

faremo ancor l’amore e poi

ricorreremo  e  grideremo

assieme del nostro grande

moto ce ci conduce verso

quell’uscita  dovè luce c’è.

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