Heinrich Bool

Opinioni di un Clown
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9 risposte a “Heinrich Bool

  1. “Tutti sanno che un clown dev’essere malinconico per essere un buon clown, ma che per lui la malinconia sia una faccenda seria da morire, fin lì non arrivano”. Così Hans Schnier, clown in declino, uomo di ventotto anni a cui non interessa più se un suo numero sia apprezzato o meno dai critici o dagli spettatori.

    Dopo l’ennesimo spettacolo andato male, in cui per giunta s’è ferito al ginocchio, decide di rifugiarsi a Bonn, per rimettere ordine nella sua esistenza. Ordine che per lui ha un solo nome: Maria. Nella sua stanza a Bonn ripercorrerà i momenti salienti della sua vita, si confronterà con tutti i fantasmi del passato e del presente, di persona o in lunghe conversazioni telefoniche, avendo in tasca l’unico marco rimastogli. Affronterà la madre in una telefonata acida, il padre in un penoso faccia a faccia, rimproverando loro, ricchi, il fatto che lui e i suoi fratelli non si siano mai alzati sazi dalla tavola paterna, come invece succedeva quando erano ospiti di compagni di scuola poveri. Si scontrerà con le maschere della Germania, mettendone in evidenza l’ipocrisia: alti funzionari, ardenti sostenitori della democrazia già giovani nazisti fanatici, che conservano ancora lo stesso sguardo; rappresentanti della Chiesa, che gli rimproverano il concubinato con Maria, mentre approvano il fatto che lei sia fuggita per sposarsi con un importante membro della comunità cattolica. Maria lo ha lasciato, ma lui è monogamo, come più volte afferma; Maria non lo è. Questo è forse l’unico momento in cui Schnier non sa replicare al suo interlocutore; Maria ha scelto la vita borghese e un’unione benaccetta, piuttosto che un concubinato bohemien

  2. Mi immagino che un’amante debba essere una persona costosa;deve ben comperarsi delle calze, dei vestiti ,deve pagare l’affitto e essere sempre di buon umore.

  3. La chiesa è ricca, ricchissima.E’ letteralmente zeppa di quattrini.Puzza di denaro come il cadavere di un ricco.La povera gente ha un buon odore

  4. Lettera di San Paolo ai Romani..Coloro ai quali non è stato annunciato niente di di Lui,lo vedranno e coloro che non ne hanno udito parlare lo intenderanno.

  5. Ehrenfeld ,treni di carbone,funi tese per il bucato,divieto di fare il bagno e di notte,qualche volta, pacchetti di rufiuti che volavano giù in cortile come proiettili inesplosi.

  6. Udii il suo respiro:non so per quanto tempo,ma lo udii chiaramente,,poi lei riattaccò. Io sarei rimasto a lungo così con il ricevitore in mano solo per poterla sentire respirare. Mio Dio,almeno il respiro di una donna

  7. Una donna può con le sue mani esprimere tante cose, dare l’illusione di tante cose che in confronto le mani maschili mi fanno sempre l’effetto di pezzi di legno. Le mani maschili sono mani che si stringono per salutare, mani che picchiano, mani che sparano naturalmente e mani che firmano. Stringere, picchiare, sparare, firmare assegni sbarrati : questo è tutto quello che le mani maschili sanno fare e… naturalmente lavorare. Le mani femminili non sono già quasi più mani, sia che spalmino il burro sul pane sia che liscino i capelli sulla fronte.

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