Lo struzzo

Quegli

è un capito aperto,egli sa di una fine,a tutti una fine ma la sua fine è legata ad accadimenti trasformanti e aggiornati minuto su minuto,attimo su attimo,sequenze di istanti legato, Quegli, al suo sistema come di rotazione e rivoluzione.
Ora,nascosto,turbato dalla fine,privato dalla stessa fame che ha da sempre deve rimettere al tempo che interventi
divini con mani, sapienze, possano cambiare nel suo vagare, sentieri più liberi che posano leggerire pesante soma d’altra natura.
Quegli , gioca il tempo e il tempo lui, in quell’ardere di cera e di fiammella fin quando luce spenta di lui niente rifletta.
Lui,per l’appunto Quegli nel suo di presentarsi si raccomanda di guardarlo bene nel parlare. Lui(quegli) per nulla ostile
vuole entrare nell’ingegno altrui pel suo valorizzare,perché lo ritiene sì scarso o malridotto al dotto che quasi si vergogna a dirlo. Ma, nutre e spera che anima gentil di lui si prenda cura,farlo planar su nido anche cuculo,che possa essere protetto da quell’ali madre, ed essere preso tra le labbra amanti quando rivolo di guancia diviene pioggia.
Quegli di fatto non è facile toccare, non perché lui non voglia, anzi, il voler amar, sentire d’altro caldo, e di calor la specie e sesso fino a noia. Ma,per l’appunto attento alla sua fine,Quegli, nulla o poco sperar di quel domani senza certezza. Per il suo, il fine,narrar di sé a sé come diario, e di nessun o niuna farne beffa,quando intervista tratta, al canto, anzi ,con maggior rispetto ei(Quegli) vuol avere d’essi,libero parlare,come d’ignuda anima e suo corpo franco, senza dare importanza delle rughe il tempo, accomiatarsi solo quando sole staglia.
Egli(Quegli)come pedina di scacchiere entra a far giuoco e di volta in volta descrizione ne farà di movimenti nuovi e anche dei vecchi perché vuol raccontar a se con molto garbo e stile in fondo che successo dov’è l’errore o l’amante errata che forse l’ha gettato nel suo fato. Or confido ancor, e me presto la figura d’uno struzzo; almen falsificare
per colei la Prima,quanto già detto, giusto per tenerla stretta sempre stretta farle sentire quanto mio malore a giostra
stenta.
Bozza segue aggiunta e correzione.

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5 commenti

Archiviato in Io e Wilma

5 risposte a “Lo struzzo

  1. Non mi spavento e mi piace guardare dentro agli occhi. Senza maschere.

    • Lo so al tuo posto non c’è davere paura sei una che sa il fatto suo sia come donna che come persona sono fortunati quelli che possono rubare il tuo tempo..Ma dimmi come è andata in valle susa?Scriverai qualcosa sul (tuo) giornale?

      • Non sono andata io in Val di Susa, ho ripostato un altro blog. Non ho abbastanza informazioni per esprimere giudizi intelligenti. Posso soltanto dire che non vorrei che mi portassero via le colline che amo tanto perciò la mia anima è Notav

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