Archivi del mese: maggio 2012

Sol Solo

Sbadate sbandate

riflussi di tempo

giocosi nel tempo

venuti presenti a

guardarti proporti

a cuore un pò strano a

cuore ancor bello

di quello che sente

di quello che vuole

disposto davanti

con arte d’amare

disposto a cessione

tutto e ancor più

che lascia la mente

alle braccia e alle mani

legare le gambe legate

con gambe bacini vicini e

bocche vicine e

labbra vicine

d’amanti per sempre

sol di notte e sol di sogno.

Io e tu.

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Mendicanze

Mendicanze

Suola di scarpa consunta

per un lungo andare

bucata

presto al dolore al piè

fino infin la fine

senza dignità

p’averla persa

mai più desiderata

che pegno sia

all’avvolgente senso

del desiderio al corpo

aggrovigliato all’altro

che sbatte come

finestra al vento

appen socchiusa

che lascia entrare l’acqua

e il sole caldo

stagnarsi imbevuta di licore

che pria fu l’oggetto scandaloso

ove dignità non abbia nulla

tastato quel licore con la bocca

quando a incrociar  quel fuoco

di vulcan le lingue

che nulla ferma

e mai appagate sono

se non quando al finale

un bacio a schiaffo

rimangono ad aggroviglio

al sesso svoglio.

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Cecità

Cecità

Diafani pensieri,in

mente debole turbata,

obbligata metamorfosi,

corrosione d’ali di farfalla

c’or lasciano tana

a dar scia al volo;

e allor l’argento grigio

impregna aria,

quando pocanzi era sol oro

quel che me lucea nel viso,

e il verde di speranza

in un sol momento cambia tono

or si riporta a un opaco opal confuso

poi che la cornea ha profuso

e l’amaro fiele m’è toccato al bere.

Ancora al mare guardo, gli anni miei,

 sebben convivo a lui qual confidente;

non seppi allor nè ora

dei consigli,suoi, silenti,

 farli a me cari,

quando m’imbeveva solo amor,

nel suggerirmi coi suoi venti all’ore.

Or la solezza fa padrona ,

di quella gente che non seppe dire,

o,con  attenzion far circostanza,

scivolar serrato in rete

in fondo al mare

ove in quell’abisso

regna il freddo e tenebra

senza niuno amor

che si rinnovi.

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Tramonti

 

 

Tramonti

 

 

Svelta figura

immagine s’alzata

da foschie nebbie

or disegna come

di Pantagruele ingegno

con orlati schizzi la natura e

il rosso ,il grigio,e

poi di tutto il nero,

e il dì è già fondo,

quando al tramonto.

Pur di mettere al sonno

la dorata stella.

Ma or vien bello:

s’allieta anima al

viver buio e

danza,e sogni,e risa;

immersa nella notte

l’anima s’appresta a fantasia,

allor si lascia andar

ai sensi grata

avviluppata com’edera

d’essa il tralcio e

stretta e tesa

come fosse corpo

non più sogno

tra l’intimo baciar:

 

 come di rosa.

 Placando quel desio

come caldo al tramonto

fin ch’aurora sorge

a raffrescar tuo viso

a come vampa.

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Sigillo

 
Fiore a piacere,
con o senza spine,
adorno porta, ad altri qual destino;
perchè a vellutato petalo a confronto
gli tocca gareggiar a ugual conforto elogio.
Quanto, far sentir, te, tra pelle e tatto un sobillar confuso,com’è amore.
Comunque,
e quale della specie pianta, in fiore,
sia vicino o toccato al labbro,
di quello che solito fa porgere tal bacio,
ecco lo senti tuo,
e qual si voglia color,
e ancor di più,
sentirne desiderio
per essere stato pria sofferto e caldo,
 posato a copertura al tuo bel petto,
 purchè, comunque,
 esso amato sia.

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Teufel an einem Samstag

 

 
 
 
 
 
Teufel an einem Samstag

Dimmi quale tuo detto paradiso or tu in cielo regni, dove si gode vista tuo divertimento, potrei seguirti come mio costume e uso e ratto fare, pur d’averti amante;dubito,allor ciò, possa io averne a concession accesso al presto fare, propenso come son ,buon ladro,a ruberie d’anima d’amore l’incoscienza;perchè tacciato son d’un rosso foco come mio sito e regno,poi che, v’è mia brace e loco, che tutte anime pie chiaman inferno ardore.

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Schiettezza

Schiettezza

 

salvato da parola  a scudo

ora intervien silenzio

coll’udito srotolato

sempre d’attesa che giunga eco

dall’altra sponda

e mano tesa

e dito d’incontro ravvicinato

di quello che ti fan toccare

e cielo e stelle

quando di speranza

raccolgo disperato sogno

acho se sol posso specchiarmi

in roggia d’acque limacciose

e come spettro veder

quelle come di capelli  ninfa

ad indicare senso di proseguo

non verso mare aperto

ma l’acque a morir a

bagnar piante di campo

o saraceno grano.

Mi lascio ora

prendere da note che

suona passo

come melodioso

pentagramma scritto

d’avi grandi  e riprodotto

d’assieme in coro.

Or mi consola un canto

di vedere quanto la sicurezza

fa tua padrona e fuori d’ogni pericolo

rinnova quel tuo viso

e quanto l’incontro d’amor

d’altra nuova gente  te rinnovi

a dar di svolta quel tuo vivere

mondano e tanto audace

che a te piace,

speranza che ti invogli ancora

ad amare più.

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Alghe

Alghe

Allor passando in prose d’orto

oltre che perdermi tra verzure e semi

perdermi m’assenta al male,

raccolto s’accinge pronto,

malgrado ,acciò, stento

a vedermi tra quei fior di rosa

perch’io non posso navigare

anche a volerlo.

Duro mi vien mio comprendonio

riallacciare quando diparte al porto

e quale barca e quale sia rancore

non comprendo l’astio destino

che qui ne fai tu segno

a cuore pieno.

Vela vittoriosa entra in porto

mostrare l’alto trinchetto.

Ma barca ch’alla boa

non v’ha virata

è giusto che perdente

si disperda senza comandi

or dove procella vede terra

tra scogli aguzzi e risacca bolle

forse sola compagna d’ippocampo

a ricordargli sempre quel suo sogno.

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Azalea

Azalea

 

Ieri partita;

oggi ricordo.

Non azalea rosa,

ma le sue guance rosa,

la sua pelle come di fiore;

quando abbraccio legava

le lunghe assenze

per mio girovagare in globo,

per incontrarci ancora,

solo a poco tempo, feria;

e lacrime a confondersi assieme

e guardarci ravvicinati

ad intenderci;

ad incontro di pensieri e amore,

un tacere abbracciati,

per sentirci ancora più vicini,

a coprire il tempo vuoto di assenze.

Già,solo,

senza lei

la sua partenza foss’ieri

di solitudine mai solo

ma ognor con lei angelo

ricordarla a fianco

sento ancor sua voce

ma non

sua lacrima bagnare la mia gota

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Tictac

Tictac

Ehi straniero

sai cosa è parlare?

Conoscere la mia lingua

il mio pensiero

i miei fatti e il mio tempo?

Tu sai chi sono?

dove vado e quel che cerco?

e quel che vedo?

perché mi segui straniero?

cosa pensi di ottenere?

dimmi  ora  cosa vuoi da me.

Perché  i tuoi occhi di minaccia?

perché mi  provochi?

perché mi controlli

con  le tue chele?

gli artigli

l’arpione.

Perché imbratti il mio tempo?

perché mi neghi l’amore?

Perché proprio me?

Mi tiri  vestito

strattoni mio cuore mia anima.

Perché mi segni nel tempo?

Quanto ancora?

sarai ancora a darmi?

a seguire infine la fine?

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