Cecità

Cecità

Diafani pensieri,in

mente debole turbata,

obbligata metamorfosi,

corrosione d’ali di farfalla

c’or lasciano tana

a dar scia al volo;

e allor l’argento grigio

impregna aria,

quando pocanzi era sol oro

quel che me lucea nel viso,

e il verde di speranza

in un sol momento cambia tono

or si riporta a un opaco opal confuso

poi che la cornea ha profuso

e l’amaro fiele m’è toccato al bere.

Ancora al mare guardo, gli anni miei,

 sebben convivo a lui qual confidente;

non seppi allor nè ora

dei consigli,suoi, silenti,

 farli a me cari,

quando m’imbeveva solo amor,

nel suggerirmi coi suoi venti all’ore.

Or la solezza fa padrona ,

di quella gente che non seppe dire,

o,con  attenzion far circostanza,

scivolar serrato in rete

in fondo al mare

ove in quell’abisso

regna il freddo e tenebra

senza niuno amor

che si rinnovi.

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