Briglie

Briglie

Ora al pasto

vedo l’alma mia

dal dolce senso suo

ch’or sempre più spesso

tiene sveglio il mio

ed io lasciarmi al digiunar com’esule

quando di sfratta patria va vagando

e al nutrirsi anco fa rinuncia

al pensier di quanto perso egl’abbia

in sua esistenza;

quando diafane ombre

all’occultazione prodighe

si lasciano cullare da

sinfoniche musiche

di faune danze,

di dolci parole e calorose grida;

quand’essa mia,

vuol restar socchiusa

al pianto e al lembo in sogno,

celarsi a occhi suoi, vuole,

per non dolorar  ferita rinnovare

poi che di me non si conosce tratto,

a mancanza di rovistare il tempo

e forzalo per cambiar destino.

Ora al pasto sento anima mia

brucata or a morsi stimoli

come quella di montagna

che nutre fiera e poi ricresce;

or tuo morso mi stimola

la gota e labbro

non sento più il suo

dolce respirar di fata

per nostro respiro fuso

entro il petto, quando

di bocca assaggia l’altra bocca,

quando a valle tr’altre sponde

il navigar me dolce

con mia ninfa;

quand’essa me consuma

il cuore a pasto.

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1 Commento

Archiviato in poesie, Uncategorized

Una risposta a “Briglie

  1. Se tardi ogni nuovo dì di notte non ti crucciar e smarrito sogno e tuo riposo fanne di lode p’aver condotto teco,se par vero,tua la stella.

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