Naufragare

Naufragare

Da risacca preso e

dalle Oceanine ninfe

cullato tra spume

lascio me travolgere dall’acque

a culla tua

mentre t’avvicendi

da poeta al canto

lasciando l’ore mie

riflusse al bagno

che possano udir

tuo lamento stanco

pel piacer che nego

mia presenza

e il corpo e l’alma.

Scorgo,or, a dolor,

a convinzione

che detta procella

non fu mai

delle nereide ancelle

ma solo tua d’amor tempesta

e l’acque non di  Doride

ma sol tue,

vederle uscire

dall’orbite oculari

a fiotti e a fiumi

un lacrimar 

ch’ancor porta sgomento

se non per calma resa

dal poeta canto

lasciarmi dentro

a quei desio di baci

all’armi,al petto e al fianco.

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Una risposta a “Naufragare

  1. Pingback: Naufragare | abbaschia

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