Rovente

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Rovente

Quanto m’è cara
la voce che in me m’eca
dentro l’antro ove
sbatte contratto or espanso
flusso rosso,il cuore.
Quasi un fuggir da stallo
per seguir quella calda palabras
che per primo me intenerisce
per poi scottar tal forte
venir per desio di averti
come ora  e ovunque prenderti
dove pur anco  con
non più lecite sfacciate pose
per il serio che si cela
causa del tempo antico
già passato.
Or sotto la pioggia sentire
di te sempre tuo corpo
lasso al desio la voglia,
or sotto campana d’una chiesa
or sotto l’onda fredda settembrina
che mar d’agosto scorso lascia
bagnarci ignudi e dati a schiume
lasciate da bocche amanti
qual Proserpini sbandate
d’onde bianche.
Poi continuar d’amache amplessi;
lasciar che la corrente noi
trascini a sito di silenti voci,anco tranquilli
ove v’è amore pronto
e il tutto per ricominciare.

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