Archivi del mese: dicembre 2012

Idi

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Idi

Dolc’acqua
in te m’arresto
al guardo tuo sì specchio,
e or confondo
e il blu del ciel colli
occhi suoi
come di preziosa gemma
che prende nome in mar
sulla spiaggia o costa
ove dimoran sirene e canto loro.
Or me invaso guardo suo riflesso
quando batter fa le labbra e il ciglio
e parola promuover come di dolcezza
che par mi baci ovunque acclama amor
e senza alcun ritegno, anima sua,
dono fare a me di tutta sia;
come sa far lo foco quanno coce
e spegner candela per notte faccia pria;
e suoi capelli il sentir al ventre mio
quand’ella me copre e scalda
il corpo e il core mio;
tal mia passione ora in quel momento
ch’oso prendere suo capo tra le mie mani
baciarla delicata come
soffio al vento increspaonda
e farlo diventar brezza fresca mattutina
farle sentir quant’io la lego a me
senza mai fine.

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Balestre

Balestre

Canzonato, leggero di vita,
vò a vagar in contrade riposte
ov’è gente spigliata curiosa
ch’arricchisce il lor vento
e anco il sol,
col sorriso donato d’amor;
or, io vedo rincorsi momenti
annegati in sprazzi contigui
un lampeggio sperare nel cuor;
or ti vedo parlarmi vicino
di sentire tua bocca in mio viso
quand’io parlarti d’amore
quanto a dirti l’amore per te
quanta voglia tenerti nell’armi
stretti stretti tenerci al calor.
Ma son solo lontano, lontano
quanto il mare che guarda le stelle
quanto dista la vista di vita
a cercare quei amor che non c’è.
Ora piangi madonna, ora pia,
ora cerchi anco amor come il mio
ora cerchi carezza nell’alma
or t’accomodi me dentro in amor
a sapermi il mio fiato vicino
la mia bocca i miei baci per te.

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21 dicembre 2012 · 10:04 pm

Iconic Photographer Steve McCurry Talks Blogging and WordPress

Iconic Photographer Steve McCurry Talks Blogging and WordPress.

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https://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=F2LvQhLlUSk

canne al vento

Canne al vento

 

 

Ora canne al vento

s’agitano con ventosi  inchini

pronti  alla carezza.

Piccola mano strappa tubero

per diventar padrone

imporsi al giuoco a vento fermo

correre agitando  calamo

come al primo volare d’aquilone.

Antichi cespugli inerbati d’abbandono

fanno dondolare, soffiati ,antenne d’erba

pur di vedere qualcun

 di lì al passaggio

che le carezzi e le porti al labbro

come erbe fresche

per sentirne profumo

 di vergine natura;

un qualcuno che a lei  faccia sentir

ancor l’umor,

essere strette ai denti,

come di possedute donne;

come volea mostrare  Dionisio

a suo compagno

pria che l’acque fonde e flutti

divorassero corpi  e

anco l’amor.

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15 dicembre 2012 · 2:18 pm

cascame

Cascame

orditi colori a tramonto
con navi o spolette
miscugli di fili tramati
da ferma la mano fanciulla
che gioca con mente fantasma
che balla il suo braccio
che allegra riflette e sorride
perché giovinetta d’amore
c’or nutre pensiero felice
d’avere stasera in suo letto
sol sogno d’amare
ragazzo da palpito al cuor.
La notte arriva per tutti silente
ancor presto
anche allor
che sembra felice nel cuor,
non più giovinetta si sente
or ora d’amare anche un pò.
Ora,tardi,
d’intreccio di trama
cascame caduta
legami recenti perduti
paura nel cuore
con battiti forti;
quando intreccio cascate parole,
che mai in disuso in dolcezza,
che bussano fermi al suo cuore,
risvegliarla con canto d’amore,
violini d’intrecci le note
ora cambio,
a sentirla intonare
quel suo mesto canto a parlare,
quand’essa si sogna di me.

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11 dicembre 2012 · 8:08 pm

Mestizia

Mestizia

Donna che del mio pensier
or fai mia fede
odo di te quando t’involi
al tempo tuo
dopo che del richiamo stanca
messo hai sul piano
tutto quanto amore.
Sfioro con labbra mie
quanto a tue parole lagne
destandomi dal torpore avo,
non quello che allo svernar serve,
ma quello che mi lega col mio core.
Altro non posso che
guardare gli astri
per poi puntarmi immerso
d’effemeride registro a
inchiostro a sangue
quando te vidi o sentii respiro
tuo sospirare e tue necessitate
d’avere al lato
cuore un pò gentile che
te riempia vita con amore.
Si che, sei mio essere perduto
a tal uguale modo sono anch’io;
siamo sospesi e appesi
a fili tanto deboli o raffini
che solo quel che c’incontra
è poco o niente.
Non una mano e
niuna carezza al bacio
o parolare in dolce compagnia
a riscaldarci assieme
ove vi è caldo ceppo fuoco
apettar insieme che
bel tempo tragga l’anime
adiposi unti e legati corpi
fiacchi d’amor.

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Putti

Putti

Putti danzano
su crespate onde
ov’è pensiero di donna
che si avviluppa lontano
come esule su piaggie deserte
il girovagare alla battigia
cercare ancora orme di corpi
d’amanti freschi d’amor,
invan ritrova
che perdute tra flutti di risacca.
Musiche spingono ancora
esserini ignudi a danza
a far sognare giovinette amanti
del gusto che fa l’amor
che non sia di madre
ma di maschio amore
cara mia signora
che or si pone al limbo
quale anima pura
ma ancor aver desio
di tastar peccato o esporsi
come putto ignudo
mercè di desiderio d’altri
quale il mio a poterla scottare
con le voglie mie
non considerare il desio
quanto in notte sia
e solo nel sogno di sonno
accompagnarsi poeta
a ritmo di animate parole
almeno ridestare
quel suo tempo
che mai fu lasciato al caso nell’oblio
ma regalato a me, povero io.

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4 dicembre 2012 · 6:45 pm

Ultima guerra

La seconda guerra mondiale è il conflitto che tra il 1939 e il 1945 vide confrontarsi da un lato le potenze dell’Asse e dall’altro i paesi alleati. Viene definito «mondiale» in quanto, così come già accaduto per la Grande Guerra, vi parteciparono nazioni di tutti i continenti e le operazioni belliche interessarono gran parte del pianeta.
Iniziò il 1º settembre 1939 con l’invasione della Polonia da parte della Germania; terminò, nel teatro europeo, l’8 maggio 1945 con la resa tedesca e, nel teatro asiatico, il successivo 2 settembre con la resa dell’Impero giapponese a seguito dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
È considerato il più grande conflitto armato della storia, costato all’umanità sei anni di sofferenze, distruzioni e massacri per un totale di 55 milioni di morti. Le popolazioni civili si trovarono, infatti, direttamente coinvolte nel conflitto a causa dell’utilizzo di armi sempre più potenti e distruttive, spesso deliberatamente indirizzate contro obiettivi non militari. Nel corso della guerra si consumò anche la tragedia dell’Olocausto perpetrata dai nazisti nei confronti degli ebrei, delle etnie Rom e Sinti, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova, dei Polacchi e di altre popolazioni slave.
Al termine del conflitto si instaurò un nuovo ordine mondiale fondato sulla contrapposizione tra Stati Uniti ed Unione Sovietica nota come “guerra fredda”, mentre l’Europa, ridotta ad un cumulo di macerie, proseguendo l’involuzione iniziata con il primo conflitto mondiale, perse definitivamente la propria egemonia sul pianeta.

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