Mestizia

Mestizia

Donna che del mio pensier
or fai mia fede
odo di te quando t’involi
al tempo tuo
dopo che del richiamo stanca
messo hai sul piano
tutto quanto amore.
Sfioro con labbra mie
quanto a tue parole lagne
destandomi dal torpore avo,
non quello che allo svernar serve,
ma quello che mi lega col mio core.
Altro non posso che
guardare gli astri
per poi puntarmi immerso
d’effemeride registro a
inchiostro a sangue
quando te vidi o sentii respiro
tuo sospirare e tue necessitate
d’avere al lato
cuore un pò gentile che
te riempia vita con amore.
Si che, sei mio essere perduto
a tal uguale modo sono anch’io;
siamo sospesi e appesi
a fili tanto deboli o raffini
che solo quel che c’incontra
è poco o niente.
Non una mano e
niuna carezza al bacio
o parolare in dolce compagnia
a riscaldarci assieme
ove vi è caldo ceppo fuoco
apettar insieme che
bel tempo tragga l’anime
adiposi unti e legati corpi
fiacchi d’amor.

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