Salterio

Salterio

D’ogni dì mio
nel silenzio prestare voce
e cercare compieta o mattutino
a rasserenar l’animo mio
per trovarmi lontano al mar
dov’è procella ad alzarmi
povero guscio sbattuto
tra l’onde a pianger mia sorte
che m’attanaglia core;
allora a me tutto vien buio
taccio e lascio che al parlar
vadano innanzi occhi miei
e di tutti i desii cercarne scopo.
Al salmo allor richiamo lei
perch’io la vedo mesta
e la sua voce solista
intervalla al salterio in corda
ora la porto meco condurla
per mani antiche a tastare
quel che rimane a voglia
e lo scorrersi nello guardo
e di toccarsi ancora
a rinnovare l’epidermide macchiata
che tempo dona a terreno quotidiano vita;
l’intendo quanto lei mi intende
quanto io la voglio e quanto lei mi vuole.
Ma solo ognissanto fè sensaleria
ed io lo prego in quel salterio
perché fa mia piaggia
al perdono chiesto al salmo
ch’or io che canto di lei.

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