Archivi del mese: febbraio 2013

Aurora

AURORA

Sempre l’alba
a rinnovar la gente
quando al chiaror
di prime luci è il cielo
muta tramonta
a falce o piena luna
quando rinnova fasi
e boccioli di fior mille colori
or ride sole
a guardar di gente
veder quanto allegra
fresca e gaia,
lor, rinnovare vita
e ringraziare
sì l’onnipotente che la dona
ma anco il dichiararsi
dell’umana gente
come:
di quanto sorriso nutre
tuo bel viso e
quanto sia grande in te
l’amore a dare.

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27 febbraio 2013 · 10:07 am

La Voce

La Voce

Fioca  la voce

come di candela sola

che dimena sua unica lingua

perché a resa non suole

accostar l’anima sua

e aspetta in chiesa prece

e  nuova divozione

a ravvivar sua luce

quando nessun passante all’eremo

a mani giunte inventa

di come a protezion riavere.

Ma io la sento al padiglione mio

com’eco quella voce suono

che me ricostruisce nel sentiero

ma non può capire

del succeduto mio quanto mi grava

e quanto falce sia di me sul seguito

che tanto si discosta alla speranza.

Vorrei che l’illusione mia

se  mantenga  viva

per dono darmi

quella voce amor,

ch’io or dico mia,

sì il suo canto d’accorata pena

ma anco il suo guardo

quando ,fusa, si dà e s’apre

cercando di nascondere

il mio corpo al suo.

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Dirupo

Da dirupo a scoglio

vedesi all’onda d’olio

tratti d’ora conoscenze

ora di labiali sorde

per rumor di schiuma

muoversi parole amanti

inviti a bagnarsi in quella voga

che al viaggio stornar

lo fa suo braccio a spinger l’acqua

come a raggiunger sirena

che l’ammalia al canto.

Guardo da lontano coglie

e tentazione avere al tuffo fare

quando m’avvedo, di mia figura,

quando riflessa all’acqua chiara

lentar fa la morsa di inconscenza

quando me riporta all’alma pura

lasciandomi alle spalle tal bel sogno.

A me manca,quanto tuo pensier

e quella voglia che t’annega core

di quanto in mille modi tuo l’amare

donarti a me senza morso avere.

Lo so quanto costa annega nel tuo pianto

e quanto pianto tuo mi bagna cuore

vorrei sempre tenerti arresa al petto

voler sentire tue parole da vicino

quando mi spingi in in te

a rosa offrire.

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9 febbraio 2013 · 6:26 pm

Racconto di stanze

Racconto di stanze

 

 

E le notti,racconti

e mille racconti

e mille visi racconti

tu e gli altri racconti

Solitari racconti di te

come di stanze.

Or fantasmi distanti

ti parlano al lobo

che possa sentire la voce

soffiata ,segreta, confessa;

racconti di stanze

di grandi gli sfarzi

di feste solate o serate

d’esistenza di fiamme  ondulate.

Chetati quegli anni

finite dei figli le storie

non più giovane

rimembri

ti guardi a ritroso

tu cerchi uno specchio

che possa parlarti di te.

Maltolti quegli anni

che  a stento li vedi al tramonto

or te senti aggressione portata

da quei vita che ti ha fatto sognar.

Ora dormi tra  camici bianchi

or pupilla si spegne

or ti aggrappi all’anta di stanze,

ornate e tessute innocenti,

ora sogni d’avere incontrato

un nuovo momento

intinto di lei.

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