La Voce

La Voce

Fioca  la voce

come di candela sola

che dimena sua unica lingua

perché a resa non suole

accostar l’anima sua

e aspetta in chiesa prece

e  nuova divozione

a ravvivar sua luce

quando nessun passante all’eremo

a mani giunte inventa

di come a protezion riavere.

Ma io la sento al padiglione mio

com’eco quella voce suono

che me ricostruisce nel sentiero

ma non può capire

del succeduto mio quanto mi grava

e quanto falce sia di me sul seguito

che tanto si discosta alla speranza.

Vorrei che l’illusione mia

se  mantenga  viva

per dono darmi

quella voce amor,

ch’io or dico mia,

sì il suo canto d’accorata pena

ma anco il suo guardo

quando ,fusa, si dà e s’apre

cercando di nascondere

il mio corpo al suo.

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Una risposta a “La Voce

  1. Pingback: La Voce | abbaschia

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