Archivi del mese: marzo 2013

‘Ancora d’emozione

‘Ancora d’emozione

Strizzata pensata di poesia
come di sensi
come di panno che ormai netto
da cenere biancheggio
pulito bianco
torna sereno il tirato filo
vergine come di fanciullo
che non sa l’amore
che scivola ancora tra braccia
tra seno senza latte
da lingua al bacio
da bacio e labbra che s’aprono
a cedere tra segrete pieghe;
segrete parole e gesti e gesta
nell’affondo di fioretto o spada
sentirne fremito freddo forte
e pelle strappata a bagno
d’amor quand’hai finito.
Allor ti sento e vedo
e area che descrivi
quando a cercare l’angolo posto
ti gravi a cercarne scoglio
per appigliarti al salto d’onda
e mani a sterzare ruota che gira
al bacio che s’incrocia
a sprofondare quell’alito caldo
che mi aggiusta e fa sognare
senza remora vogare
e di boa girare
quando di schizzi salsi
di te bagna tuo viso
pel tuo continuo beccheggiare
di prua
e lì discosti la mia mano
e dichiarare tu quando
vien fine.

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27 marzo 2013 · 6:19 pm

Mimose

Mimose

Festa,festa,festa,
della donna sia la festa
con il giallo di quei fior
che d’adorno fanno il capo,
per in loco presenziare
lor presenze e intellighentia,
loro, il natural profumo
l’invaghir anco dei fior
simile di farfalle al fiore pose
quando al petto giallo
nello trarre quel che nettare divino,
come di donna all’atto ch’ama
nel volere dimostrare
quanto vera essa sia
e l’amor spargere a spaglio
e sorriso veritiero a rasserenar,
come diè sol che fè lei dono
col solare portamento
di portata grande piatto
da servir a l’incontrar di turno.
Ora il rallegrar ben sia,
pur di pensier ,umil compenso,
per quello che non traspar di lei
quando a sofferenze
stringe il pugno
mitigando suo dolore con preghiera
e pur quando non compresa
nel volere raccontare
quanto diverso il suo corpo sia
dall’Adamo aspetto
ma per essere altr’essere
di mediana portavita
caricata nella vita
senza alcuna ricompensa
del calcare alle sue terga;
quando a desiderar,sol, essa vuole
che parte di frutto
ne rimanga,pure, a lei
foss’anche un pizzico d’amore,
a dare lieta quei la lacrima
ch’ora danza all’ avanzare
sulla gota,oggi festa sua,
al sorriso e al riso
o silente pianto.

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8 marzo 2013 · 11:16 am

Mangiafumo

Mangiafumo

Speciali rivoli confusi
cirri di voci
come finte onde acquario
si spostano e si muovono
come giochi di luci frangenti,
vogliono che tu sogni il mare,
e come oppio confuso al salmastro
incosciente te rendono.
Or godi
e del giorno scorso e l’ora d’ora
sorridi a fè della speranza vita bella
come se fossi a firmare patto
a chicchessia
a poter campar cent’anni o forse più.
E, allora
s’apre vista ,bello;
e dune e sabbie
e il mare azzurro
e l’onda
e la risacca
e al gabbiano
che corre al bagno asciuga a cercar verme;
e tant’altro ancora.
Ma or
bestemmiatore te improvvisi
e maledizioni con fulmini e saette
a scaricare la statica che t’aspetta al varco
per far di te
anima impregnata di malaria
e prenderti alla gola con il pianto triste
di chi vien abbandono la natura
lasciar solezza,
a brancicar nel buio
come di conchiglia terra
a stisciar in sua schiuma e bava.
Vorrei tacer a portar rispetto
vorrei non parlar d’amor
che mi fa male
ma quando sento leste
le tue parole in bocca
come d’averti al lato
a riscaldar mio corpo
allor mi rifaccio a te
per quanto m’ami
per quanta forza di spinta dai alla speranza
tastando labbra tue e tue le verba
per far dimenticare
quanto in reale è il navigar tristezza.

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4 marzo 2013 · 6:55 pm