Mangiafumo

Mangiafumo

Speciali rivoli confusi
cirri di voci
come finte onde acquario
si spostano e si muovono
come giochi di luci frangenti,
vogliono che tu sogni il mare,
e come oppio confuso al salmastro
incosciente te rendono.
Or godi
e del giorno scorso e l’ora d’ora
sorridi a fè della speranza vita bella
come se fossi a firmare patto
a chicchessia
a poter campar cent’anni o forse più.
E, allora
s’apre vista ,bello;
e dune e sabbie
e il mare azzurro
e l’onda
e la risacca
e al gabbiano
che corre al bagno asciuga a cercar verme;
e tant’altro ancora.
Ma or
bestemmiatore te improvvisi
e maledizioni con fulmini e saette
a scaricare la statica che t’aspetta al varco
per far di te
anima impregnata di malaria
e prenderti alla gola con il pianto triste
di chi vien abbandono la natura
lasciar solezza,
a brancicar nel buio
come di conchiglia terra
a stisciar in sua schiuma e bava.
Vorrei tacer a portar rispetto
vorrei non parlar d’amor
che mi fa male
ma quando sento leste
le tue parole in bocca
come d’averti al lato
a riscaldar mio corpo
allor mi rifaccio a te
per quanto m’ami
per quanta forza di spinta dai alla speranza
tastando labbra tue e tue le verba
per far dimenticare
quanto in reale è il navigar tristezza.

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4 marzo 2013 · 6:55 pm

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