Lunatico

 

Lunatico

Or che di Selene
fido mi ritrovo,
quando scrutarla,
me ogni pensiero lascia
e mi sovviene sogno:
veggo non suo movimento
attorno terra luna,
ma, calor d’argento
che come quando sposo
vedea far giorno
per l’ora tarda fatta per amore.
Anche se ruffiana a capolino
di mezza o piena a luce fare
oppur tagliente come di parole
che spengono quel foco dell’intesa.
Or che mi sento ancora interessato
d’Artemide richieste,strizzo l’occhio,
perchè mi par di vedere altra luna
che sorge in me
quale fosse sprono con la terra
p’averla io rotare, quale mia,
un’altra ,anco d’argento,
in loco al bosco.

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Girovaga

Girovaga

Non posso mostrare
mio petto
quel bianco di tempo
che povero fa
allora era forte tirato
come corda a viola
bello, piacevole al tatto
forgiato,immerso in amore
frizzante col freddo o col caldo
scudiscio che batte sul cuore
mai egli stanco al desio
sè pentiva riguardo.
Or tu gitana viaggiante
su terre lontane hai tu meta
che chiede tuo cuore?
Perchè quelle mani
su in alto nei cieli
a cercare tu forse il perduto?
Non guardare tu zingara indietro
e l’amore e le stelle lontane
che non eran per te;
tu sei bella di veste coperta
colori i tuo occhi di buona dolcezza
che aprono stanze e pensieri
e dai petti di velli dorati
senza sforzo a volere vorrai
sia tua la scelta di chi fortunato sarà.
Un peccato m’angoscia o gitana
si foss’io or tuo giunco chinarmi
quando in piena amarmi vorrai.

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Stille d’Elvy

Stille  d’Elvy

Gocce di elisir m’imbevo
bagno sol ora
la gola arsa il sapere
ma niente  paga a me
quanto mi devi
p’avere le mie notti calpestate
col quel tuo blando
il parlare sì ristretto
quanto esso basta per
malare core
lasciarmi senza voce
privando me
di tanto brami io
anco sia d’un solo bacio
tuo che niente pente..

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Bacio e china

Bacio e china

Spaiati tratti

Osano

Garanzie affettive o

Dov’è piacere

Sentire addosso tatuagio

Come colore di sangue, caldo

A sfiorarti vivo

Senza parole

Solo gesta e pianto e

gesti

A dire…

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Fermati

Fermati.

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Sarà

Sarà

di settembre tempo

di parlar con muse meretrici

ch’ora te attendon  al lato chiuse

case ove non è solito sentir sussurro

esse strette legano lor gonna velo

l’ignudo corpo a tentazione che sia

lecito il preparare letto d’intelletto

perché di fantasia fè strada e goda del

pensar pensiero

l’immergersi profondo ove bislacchi

moti sorti parlan da soli

ov’è amore che tutto tace

e la notte e il giorno il fermarsi il vento

ed il canto d’allodola più rado avere,

Ora il volerne ancora tempo

ora ancor amar la vita

ora stenti al recupero poi che fugge

e nega giorni e nuove primavere

Cosa sarà dunque?

quale il mostrarsi bianco il pelo.

Sara lei, che voglia meretrice

indurti al peccato del dolce sogno fare?

Sarà provarci meta d’arrivare.

sarà settembre fresco d’alito di musa

far di te felice col bacio al vento dare.

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Volete assaggiare un sogno?

Non so quanto tu fossi attaccata a lei ma il tuo sogno parla da solo forse per il breve tempo intercorso forse per una volontà non proprio tua alla cremazione ma qualcosa mi dice che non scorderai facilmente di lei per essere state molto somiglianti per affetti e desiderio di essi.

Questo è un sogno che ho fatto nel mese di aprile 2009, mi è tornato tra le dita scorrendo vecchi file.

Visto che oggi è il primo giorno di marzo sta nevicando a tratti, è buio e fa freddo, stare in casa a divagare su vecchi deliri mi sembra che ben si amalgami con l’atmosfera ombrosa.

“9 aprile 2009
Entro nella casa dove ho abitato con i miei genitori e dove è deceduta tre settimana fa mia mamma, una casa però differente e a me sconosciuta.
Mi dirigo subito in una stanza particolare; è poco illuminata e al centro c’è un grande letto con sopra un fagottone coperto da una gran quantità di coltri bianche in cotone.
Avverto una presenza dentro la casa, ma non vedo nessuno.
Mi sembra di scorgere un’ombra scura alla mia sinistra che fugge verso il buio totale delle altre stanze, ma è solo una sensazione…

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Riposi

Se il sonno

sonno di quà,
piacevole sogno
stato di vita in letargo
che il tempo che ruba,
quando stanca la notte
nel vivo
ti prende e ti culla
come osa e sa fare
la luna con stelle a
stirare quei visi crucciati
che insonni
ancor cercano quiete e riposo
dimentichi di storie passate
di vita vissuta ancor fresca
un di ieri.
Quando canuto alla brezza
tramonto
or che guarda da cieco lontano
egli immerso in sua brina ricordi
confondendo gli affetti sinceri
ora cela sua mente e pensiero
col silenzio che avvolge quell’ora
quando il sonno di là lo vorrà.

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29 novembre 2013 · 6:47 pm

My Fair Lady

Mia cara dolce lontana signora
elvire
danza musica zingara
di gitane terre
dove non vi è freno
perchè
tutto sia più facile da dimenticare
come si usa fare attorno al fuoco del campo.
lascia che ora prenda le tue mani al bacio
e poi
pel bacino donna dimenarsi al tatto mio
e poi il tuo viso
riscaldato e caldo
ora che mi doni spazio ad averti
ora che mi dai quel dolce frutto caro
ora che schiude
ora che me copre e racchiude
anche se so
quanto più di me
senti
la voglia.

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29 novembre 2013 · 6:37 pm

Veleggi

Veleggi

Spiegate vele latine

ai venti esposte

tacciono per bonaccia

aspettano

che l’Eolo d’Ulisse le raggiunga, a

gonfiarle in brezza,

come di gioventute

al petto spinte a mostrarsi,

mentre nocchiero in alto guarda

per poter timone a rotta andare,

cosciente, che,

senza di quelle:

mancando l’onda e il crespo

alla deriva ed in balia di sale

or darsi vinti

sotto sole coce.

Ma or

ultima speme è data al canto

cercando in quello

voce di sirena

quando suo soffio delfineo

essa

lo muta in vento.

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29 novembre 2013 · 6:27 pm