Organo

Organo

Canne a sfiati
Aracne fili, aggrovigliate note
contano spire e gabbie
dita che sciolte come da cavalli bizze
cadono su tasti indicando
materia e ordine come creato
un ordinar di stelle.
Vola ora quel vento soffiato
và per dipanare al martelletto orecchio
quale potenza sonda, s’induce a
grigia materia di meninge a provocare
forte l’emozione quando in te s’addentra.
Lo stesso fiato che a me scalda
e a me arriva ovunque d’ogni lato e d’ogni parte
che rosa dei venti getta;
ma diverso a me pare il sapor
dell’aria non frizzante o secca come libeccio
ma come un canto incanta
sapersi d’ella il sapore di rossetto
o d’innocente sapor senza alcun vizio
quando me s’avvicina al mio palato
pronto a raccoglier segni e caldo amore
che son creati dal deglutir di bocca
quando f’amore.

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11 aprile 2013 · 4:43 pm

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